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Paolo Barnard: Vi spiego la TRUFFA dell’Euro

Paolo Barnard: Vi spiego la TRUFFA dell’Euro

È figlio del giornalista e scrittore Wolfango Rossani (pseudonimo di Sigfrido Rossi).[3][4] Dopo una giovinezza difficile (per sua ammissione venne arrestato e subì anche un trattamento psichiatrico di alcuni mesi a causa di una sindrome paranoide[5][6]), si laurea in psicologia.

Dal 1989 è giornalista pubblicista[7] lavorando come corrispondente estero freelance per alcuni giornali italiani tra i quali La Stampa, Il manifesto, il Corriere della Sera, Il Mattino, Il Secolo XIX e La Repubblica, per poi passare alla Rai, con cui collabora ininterrottamente per 14 anni partendo da Samarcanda nel 1991, in occasione della prima Guerra del Golfo. Ha vissuto anche a Londra e a San Diego tra gli anni ’80 e ’90, divenendo un forte critico delle politiche thatcheriane e reaganiane.[8] Barnard ha anche lavorato a lungo in un’associazione di volontariato di assistenza ai malati di AIDS.[2]

Dal 1994 collabora con la trasmissione Report (Rai 3), per passare poi, 10 anni dopo, a Rai Educational, dove realizza il documentario “Nemesi medica”[9] e da cui si è autosospeso in seguito alla vicenda da lui definita della Censura Legale. Nel 2014 diviene commentatore sui temi economici per il talk “L’Ultima Parola” di RAI 2, e successivamente a La7 nel talk “La Gabbia”, entrambi condotti da Gianluigi Paragone.

Come scrittore e saggista, ha pubblicato nel 2002 per Andromeda Due Pesi e Due Misure. Riconoscere il terrorismo dello Stato d’Israele e nel 2006 per la BUR il libro inchiesta Perché ci odiano, che condensa nelle sue pagine alcune delle inchieste confezionate per Report (Perché ci odiano?, puntata andata in onda il 6 aprile 2003 e L’altro terrorismo, in onda il 23 settembre 2003[10]), esprimendo una posizione critica verso la “guerra al terrorismo” e le condotte di Israele in Palestina sin dalla nascita del sionismo; sul sionismo ha anche realizzato alcuni documentari pubblicati online, tra i quali Palestina, capire il torto e Israele e Palestina: le verità taciute (originariamente una conferenza), in cui riprende le ricerche della nuova storiografia israeliana (specialmente Ilan Pappé e Norman G. Finkelstein) e le idee pacifiste di Noam Chomsky, Vittorio Arrigoni e altri, esprimendo posizioni antisioniste e antirazziste.[11][12][13].

Negli anni in cui ha collaborato con la trasmissione di inchiesta Report, Paolo Barnard ha trattato temi relativi alla globalizzazione, al terrorismo internazionale e alla situazione in Medio Oriente, alla ex Jugoslavia, alla new economy, al “Fondo Monetario Internazionale”, all’industria farmaceutica, alle proprietà terapeutiche della marijuana, all’industria alimentare.[14] Nel 1993 documenta per primo le torture commesse da militari italiani in Somalia nell’Operazione Restore Hope, per La Stampa (lo scandalo scoppiò però successivamente per lo scoop di Panorama, avvenuto dopo) e, secondo quando da lui detto, viene minacciato da un agente della CIA per le sue inchieste.[15] Per il libro-inchiesta tratto da Perché ci odiano, ha realizzato un’intervista (capitolo Faccia a faccia con al-Qaeda) in una località segreta a un’importante guida spirituale di al-Qaeda, un uomo successivamente non più membro del gruppo terroristico, ma all’epoca molto vicino a Osama bin Laden e ad Ayman al-Zawahiri.[16]

Nel 2011 ha pubblicato, Il più grande crimine, un libro dove rivela un presunto progetto portato avanti da 70 anni dalle élite dei poteri finanziari e industriali internazionali per distruggere gli Stati, il potere delle leggi, e la partecipazione democratica attiva dei cittadini.

Ha curato, per la BUR, Dall’altra parte (Bartoccioni, Bonadonna, Sartori), una raccolta di testimonianze di medici ammalati su come riformare il sistema sanitario italiano. Assieme ai medici citati e ad altri come Mario Melazzini, è stato brevemente consulente esterno del Ministro della Salute Livia Turco nella Consulta dei Medici Ammalati.[17]

Ha scritto inoltre per MicroMega, il Golem de Il Sole 24 Ore e altre pubblicazioni.

Nel febbraio 2012 ha organizzato un convengo di economia con oltre 2100 partecipanti.[18][19] La conferenza è stata fatta all’interno del 105 Stadium di Rimini e hanno partecipato accademici MMT dell’Università del Missouri e di Kansas City, ovvero, Stephanie Kelton, Michael Hudson, William K. Black, Marshall Auerback. Hanno partecipato anche l’italiano Nino Galloni e il francese Alain Parguez. L’evento si è ripetuto nel mese di ottobre 2012 nuovamente a Rimini e anche a Cagliari con il motto di “Non eravamo i PIIGS. Torneremo Italia”, avente come relatori Warren Mosler e Mathew Forstater nonché Alain Parguez. In tali occasioni i quattro relatori hanno presentato al pubblico un dettagliato programma economico-politico da adottare in caso di uscita dell’Italia dall’Eurozona, battezzato Programma ME-MMT di Salvezza Economica per l’Italia.[20] Il convengo di Rimini è citato nel documentario del 2017 PIIGS, di Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre.

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