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L’Italia post-elezioni alla prova dei mercati del debito

L’Italia post-elezioni alla prova dei mercati del debito

L’Italia post-elezioni alla prova dei mercati del debito

Poteva andare peggio, molto peggio. Nella seconda giornata al cardiopalma per il debito pubblico italiano, il ministero del Tesoro è riuscito a collocare sul mercato tutti i 6 miliardi e mezzo di titoli a 5 e 10 anni.

Come era prevedibile, visto il risultato estremamente incerto delle elezioni, l’asta ha fatto registrare un deciso aumento della percezione del cosiddetto “rischio-Italia” da parte degli investitori. Ma la domanda è stata superiore all’offerta e, soprattutto, i rendimenti sono rimasti sotto la soglia psicologica del 5%.

Presto per festeggiare però, dicono gli analisti, all’Italia serve stabilità di fronte ai mercati.

“E’ questo, in realtà, che chiedono i mercati internazionali”, sottolinea l’analista finanziario Antonio Landolfi. “Una governabilità, anche solo relativamente di breve termine, per poter affrontare quello che ancora forse è tempo residuo negativo che sembra sia rimasto sui mercati”.

La tendenza per ora è vedere il bicchiere mezzo pieno: i rendimenti rispecchiano fondamentalmente il quadro già tracciato dallo spread Btp-Bund, impennatosi dopo il voto.

Il problema è il domani: senza la crezione di un governo anche temporaneo per le riforme, le borse e lo spread daranno ulteriori segnali negativi. L’agenzia di rating Moody’s ha già messo le mani avanti: il debito italiano, hanno detto, è di nuovo a rischio retrocessione.

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