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LA COSTITUZIONE CI SALVERÀ DALLA ROVINA – Scardovelli, Maddalena, Giambelli, Beccarelli, Donti



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Più che una conferenza, questa che si è tenuta all’UniAleph, sembra un accorato ultimo appello all’intera comunità italiana perché si renda conto che il popolo, il territorio e la sovranità sono sotto attacco. L’Italia è stata tradita dalla propria classe dirigente e la Carta Costituzionale è il solo faro da seguire per la rinascita della Nazione.
Vengono messe sotto accusa le istanze liberiste, le quali convogliano enormi ricchezze nelle mani di pochi condannando i molti all’indigenza: sta accadendo all’Italia quello che è già successo alla Grecia. Per questo motivo dobbiamo rivolgere i nostri sforzi collettivi al bene pubblico. Il filo conduttore che lega in modo dominante i vari interventi riporta l’attenzione sul ritrovare l’unità nazionale.
I relatori lanciano a più riprese un pesante atto di accusa al sistema monetario e giuridico europeo, reo di distruggere l’economia italiana ed il suo stato di diritto, che ci ha visti costretti a chiedere in prestito il denaro alle banche aumentando così a dismisura il debito pubblico, saldamente nelle mani di entità finanziarie sovranazionali dedite alla speculazione. Serve agire in fretta per evitare l’irreversibile.
Come si legano temi tanto diversi come salute e democrazia, fisica e storia, finanza e psicologia, informatica e diritto?
Su Byoblu cinque relatori di grande spessore vi accompagneranno in un cammino che metterà in discussione le certezze che credevate di avere.

UniAleph è un’Università che parla di libertà e conoscenza, di cultura umanistica e libertà, con l’obiettivo di raggiungere il pieno sviluppo della persona umana.
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Uno fra i temi affrontati durante la conferenza riguarda i beni comuni. Approfondisci guardando l’intervista con Scardovelli e Maddalena “Le cose che ci appartengono”

Cosulta anche il sito che raccoglie i pensieri di uno fra i più grandi Padri Costituenti della Repubblica italiana
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Vieni a discuterne qui, siamo già a centinaia di migliaia:

20 commenti

  1. Maddalena sforna un assist 59:12 sul concetto di proprietà privata e il diritto al contraddittorio, la proprietà di un bene non può essere tassato nei confronti di privati, tutto ruota sulla Legge del Commercio con contratti tra finzioni entità giuridiche (es. Persona FISICA – PERSONA GIURIDICA) e nulli nei confronti di norme imperative. Abbiamo a che fare con aziende private con obiettivi di bilancio, difendete e fate applicare la Costituzione senza escludere la legge D.U.D.U. 881/77.

  2. waw waw waw waw tanta robaaa… ormai la valanga ha preso velocità… la centesima scimmia sta per scoprire come lavare ciò che mangia… fantasticofantastico, super interessante sopratutto l'intervento di Rossana Beccarelli, tutti comunque interessanti.

  3. Siamo in rovina .

    Che bellooooo

  4. Vorrei segnalare che in Italia vi sono ancora parecchi idioti !!! Ad esempio quei 33 che al momento hanno messo il pollice verso il basso, i quali dimostrano quanta istruzione è andata perduta §

  5. Bisognerebbe portare la costituzione a scuola , i nostri precedenti governi hanno evitato tutto questo per non svegliare le coscienze delle generazioni future . Di fatti hanno sempre fatto di tutto per aggirarla pur di non applicarla

  6. Parlare di Costituzione non mi sembra opportuno, chi conosce a quanta parte di essa abbiamo dovuto rinunciare per abbracciare quella Europea ? Di cosa è attualmente garante il Presidente della Repubblica ?

  7. Una cosa è la teoria, altro lo stato dei fatti………

  8. Tutto condivisibile. Ma ciò che ha detto su quanto assunto da Di Battista sul secondo mandato deve essergli sfuggito o parte con i soliti pregiudizi .

  9. "Signori: dopo l'accademia (di Platone), il liceo (di Aristotele) e l'università, questo è il quarto momento cardine nell'intera STORIA DELLA CULTURA OCCIDENTALE! Giù il cappello…" – ASSOLUTAMENTE VERO! FORZA! GRAZIE!

  10. Forte un'università totalmente ANTISOROSIANA? Almeno così sembra.

  11. Cii sono esseri umani che preferiscono vivere da soli. Ci si adatta a tutto.

  12. liberate i giudici e i pretii dalle loro tane prima!

  13. lo stato vaticano dovrebbe essere distrutto come stato a se!.. aprirsi non chiudersi!mostrarsi per quello che e'! uscissero dalla loro gigantesca tana e aiutassero a risolvere i problemi a campo aperto!oppure puo' anche crollare su se stessa!aaah a proposito il vaticano e' europeo?o solo pensa per i cazzi suoi come questi ultimi 40 anni?

  14. La Costituzione della Repubblica italiana compie 60 anni. Era il primo gennaio del 1948 quando il testo fondamentale del nostro ordinamento entrava formalmente in vigore. La Costituzione era stata approvata pochi giorni prima, il 22 dicembre del '47, con una maggioranza schiacciante, che sfiorava l'unanimità: 453 i voti favorevoli tra i membri dell'Assemblea costituente, soltanto 62 i contrari. Un risultato sorprendente, se si considera quale fosse la composizione di quell'organismo, eletto dagli italiani il 2 giugno del 1946.

    UN COMPROMESSO STORICO
    Nella Costituente, 207 seggi erano andati alla Democrazia cristiana (35,2%), 115 seggi al Partito socialista di unità proletaria (20,7%) e 104 al Partito comunista italiano (19,9%). Seguivano liberali e demolaburisti con 41 seggi, il Fronte dell'Uomo qualunque con 30 rappresentanti, i Repubblicani con 23 seggi, i Monarchici con 16 seggi, il Partito d'Azione con 7. Si può subito notare che comunisti e socialisti insieme contavano su un numero di voti superiore a quello del partito di maggioranza relativa, la Dc. L'influsso della componente marxista e materialista sarebbe quindi stato determinante per la stesura della carta costituzionale. Non solo: dopo la caduta del regime guidato da Benito Mussolini, il 25 luglio 1943, i cosiddetti partiti antifascisti avevano inaugurato una stagione di stretta collaborazione, dando vita a una serie di governi composti da democristiani, comunisti, socialisti, liberali e azionisti. Era pur vero che il rapporto fra socialcomunisti e il resto dei partiti si era poi progressivamente deteriorato. Ma nell'Assemblea costituente fu chiaro fin dall'inizio che si sarebbe lavorato alla stesura di un testo di compromesso, in grado di mettere d'accordo anime così diverse. Palmiro Togliatti descrisse in questi termini il lavoro della Costituente: «Abbiamo cercato di arrivare ad una unità, cioè di individuare quale poteva essere il terreno comune sul quale potevano confluire correnti ideologiche e politiche diverse».

    UNA COSTITUZIONE SENZA DIO
    Le parole di Togliatti fotografano con molta onestà il risultato fissato sulla Carta nel testo che ancora oggi è alla base della Repubblica italiana. La mediazione fra cattolici e marxisti produsse una prima vittima illustre fin dalle prime righe: nella Costituzione italiana non c'è alcuna traccia di Dio. Il deputato democristiano Giorgio La Pira, prendendo la parola alla vigilia del voto finale, il 22 dicembre del 1947, propose di far precedere agli articoli già votati un breve preambolo, in cui si facesse esplicito riferimento a Dio come ispiratore della nuova Costituzione. La proposta non piacque ai laici – anche se Giuseppe Saragat si dichiarò favorevole – e suscitò perplessità nella stessa Democrazia cristiana perché, come riferisce uno storico cattolico, «il nome di Dio rischiava di essere un ulteriore elemento di divisione e di vanificare il vastissimo accordo che andava profilandosi». Alla fine, lo stesso La Pira fu indotto suo malgrado a ritirare la proposta.
    Si dirà che quel richiamo a un Dio generico non avrebbe modificato le sorti del nostro Paese. Può darsi. Ma è pur vero che si trattò di un segnale politico e culturale molto forte, anche all'interno dello stesso mondo cattolico: mentre da una parte Pio XII riteneva giustamente prioritario "ricristianizzare l'Italia", la dirigenza democristiana riteneva che la sua missione storica consistesse nel laicizzare e democratizzare il Paese, per agganciarlo alla modernità.
    II risultato è una Costituzione repubblicana materialista e apertamente atea, che sul tema della religione e del rapporto fra l'uomo e Dio consuma uno strappo radicale rispetto al precedente Statuto Albertino, promulgato nel 1848.

    IL LAVORO COME VALORE SUPREMO
    L'esito paradossale della "abolizione costituzionale di Dio" è che la Carta si apre all'articolo 1 con una infelicissima formulazione, che rimanda vagamente ai Paesi del blocco sovietico e al Capitale di Marx: «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro». Dove si coglie immediatamente tutto peso dell'antropologia socialcomunista, che pone addirittura al vertice dell'architettura statuale il lavoro umano, inteso come "forza lavoro". E dove si nota l'elevazione a valore assoluto di due concetti – repubblica e democrazia – che sono invece ambivalenti, ambigui, e relativi ai contenuti che intendono promuovere. Ci sono cioè democrazie buone e democrazie cattive. A queste critiche si può obiettare che la Carta del 1948 contiene in grande quantità principi e valori di diretta derivazione cristiana.
    Effettivamente, il contributo della cultura cattolica in molti snodi della Costituzione è ancora oggi del tutto evidente. Basti citare, ad esempio, il fatto che i diritti inviolabili dell'uomo sono "riconosciuti" dalla Repubblica (articolo 2) con una implicita allusione al fatto che questi diritti preesistono allo Stato e hanno un fondamento meta-giuridico, e che quindi non sono inventati o creati dal legislatore. Oppure si pensi all'articolo 29, dove la famiglia è definita come «società naturale fondata sul matrimonio», e dove "l'unità familiare" è riconosciuta come preminente sui pur legittimi interessi dei coniugi. Articoli di evidente impronta giusnaturalistica, che tuttavia manifestano il loro tallone d'Achille proprio nella mancanza di una fondazione metafisica. Non è infatti chiaro – né la Carta si sforza di spiegarlo – quali siano le radici degli spesso evocati "valori costituzionali". L'assenza di ogni riferimento al Creatore autorizza a pensare che tutte le norme, anche le supreme e fondative dell'ordinamento, siano soltanto il prodotto della volontà arbitraria degli uomini, che si proclamano "autolegislatori" e fonte ultima ed esclusiva del diritto vigente. Per cui i contenuti della Costituzione vengono relativizzati e sottomessi al mutevole capriccio delle mode e delle generazioni che si susseguono nel tempo.
    Dire infatti – come fa pomposamente l'articolo 1 – che «la sovranità appartiene al popolo», e dirlo senza evocare la divinità, significa riaffermare prometeicamente che non esiste alcuna autorità alla quale l'uomo deve rendere conto. Significa, insomma, trasformare il principio di maggioranza in un assoluto etico e giuridico.

    LA COSTITUZIONE COME MOLOC INTOCCABILE
    Non vogliamo certo negare i molti contenuti positivi che la Costituzione del 1948 ha consegnato alla nostra cultura giuridica. Valori e modelli già presenti nella poderosa e insuperata tradizione romanistica, affinati dalla giurisprudenza classica italiana, e solennizzati in numerosi articoli della nostra Carta costituzionale. Tuttavia, la storia della repubblica è costellata di svolte legislative che hanno rivelato la debolezza sostanziale della nostra Costituzione. Pensiamo alla legalizzazione del divorzio, vulnus gravissimo alla natura intrinseca del matrimonio; o all'approvazione della legge sull'aborto, che contrasta proprio con l'articolo 2 della Costituzione. Queste leggi ingiuste, approvate con la "benedizione" della Corte Costituzione, confermano l'esistenza di una radice malata nell'intero impianto costituzionale, una sorta di debolezza congenita che consentirà, purtroppo, ulteriori derive nei prossimi anni. Ad esempio sul terreno dell'eutanasia e delle cosiddette coppie di fatto. Ragioni più che valide per abbandonare una certa visione idolatrica della Costituzione, diffusa anche in alcuni settori del mondo cattolico italiano. Quasi che la Costituzione del '48 sia una sorta di appendice alle tavole della legge che Mosè ricevette da Dio sul monte Sinai.
    Si tratta, molto più prosaicamente, di una legge fatta da uomini, mortali e fallibili. Molti dei quali, per giunta, affascinati da ideologie false e bugiarde.

    Fonte: Il Timone, settembre 2008 (n.76

  15. Bello da 1:50 la prof. Che parla di fisica nucleare, moderna (qua.ica) noi siamo energia condensata, Matrix , … nuova fisica messo insieme conoscenze di biologia, altre materie di cui la Medina non sa niente, essa non è la salute …

  16. 2:04:12 …il pil cresce in funzione degli ammalati !!!

  17. 2:06:06 … delle vibrazioni che giungono a me possono modificare il mio stato di salute… Hobbes Thomas è uno psicopatico grave … su cui si basa economia

  18. 2:08 … 2 miti nell occidente: libertà e verità (i peggiori nemici siamo noi) potere e violenza … sempre molto facile proiettare sugli altri quello che noi facciamo … BRAVISSIMA !! DA RIVEDERE

  19. Mi aggancio all'ottimo finale, cit. "la mente e' come un paracadute, funziona solo se si apre" ma per far aprire un paracadute e' necessario conoscere il funzionamento dell'oggetto e della sua relazione alle condizioni esterne, in questo caso atmosferiche.
    Cosi' per aprire la mente e' necessario conoscerne il funzionamento e la relazione o reazione alle condizioni esterne sia ambientali che sociali…….se no restano solo slogan inflazionati, c'e' chi crede che viaggiare apre la mente, chi crede che dedicarsi all'arte apre la mente, che avere un'ideologia apre la mente o addirittura andare al "Festival della mente" apre la mente etc. etc. secondo i propri gusti e preferenze

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